Guardando al futuro. La questione dei 4 miliardi

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Massimo Livi Bacci

Resumen

La “questione demografica”, che è stata al centro del dibattito circa le sorti dell’umanità fin dal XVIII secolo, è scivolata fuori dalle luci della ribalta e negli ultimi anni è entrata in una sorta di coma. Per secoli, il pensiero dominante ha oscillato, come un pendolo, tra una visione positiva, ed una negativa, del numero e della crescita. Nel XVII e nel XVIII secolo, il mercantilismo aveva sostenuto la necessità e l’opportunità di una popolazione numerosa ed in crescita, come fattore vantaggioso sotto il profilo politico, economico e militare. La ricchezza di una nazione era legata alla sua numerosità, ed al margine esistente tra i consumi della popolazione, prevalentemente rurale, ed il valore del prodotto. Un margine che tramite l’imposizione di tributi accresceva le risorse dello stato, e quindi la sua potenza. “Una popolazione numerosa e crescente era il sintomo più importante di ricchezza; anzi, era la causa più importante della ricchezza, essa stessa era ricchezza, il più grande patrimonio che una nazione potesse avere” . Ma già durante il XVIII secolo le convinzioni dei mercantilisti iniziarono a sgretolarsi, e si fece di nuovo strada l’antica idea che la crescita della popolazione fosse determinata dalla disponibilità di sussistenze e che non fosse, in sé, un fatto positivo. E’ in questo contesto che scrive Malthus, dando una spinta decisiva al pendolo verso il polo negativo: la mancanza di freni preventivi alla crescita determina una pressione sulle risorse e pone in azione i freni repressivi negativi atti a riportare la popolazione su livelli più bassi. Per larga parte del XIX secolo la posizione di Malthus, con articolazioni e approfondimenti, permea gli scritti in materia di economia e società. Il mondo è finito, la terra è finita, la crescita demografica non può essere illimitata. “Affermo che il potere [generativo] della popolazione è infinitamente più grande della capacità della terra di produrre sussistenze per gli uomini” . La lettura di Malthus ispirò Darwin, e contribuì alla nascita della teoria evoluzionista e della selezione naturale, come conseguenza della lotta per la sopravvivenza. Si fece poi spazio l’idea che, in un mondo finito ma con spazi aperti, la specie umana, come le specie animali, abbia bisogno di spazi vitali – lebensraum – da occupare ed insediare. Un concetto elaborato da Ratzel , zoologo, geografo e antropologo, che verrà poi assunto e distorto dal nazismo e da altri regimi dittatoriali. Per quasi tutto il XIX secolo, punteggiato ancora da crisi di sussistenza e carestie, dall’emigrazione di massa e dall’emergere di nuove povertà, la crescita della popolazione e del suo numero assunse un connotato non positivo.

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Como citar
LIVI BACCI, Massimo. Guardando al futuro. La questione dei 4 miliardi. Papeles de Población, [S.l.], v. 24, n. 96, ago. 2018. ISSN 2448-7147. Disponible en: <https://rppoblacion.uaemex.mx/article/view/9457>. Fecha de acceso: 17 ago. 2018
Sección
Artículos